INTRODUZIONE


Il Lazio è una regione composita, costituta da un mosaico di aree che pur mantenendo viva la loro identità hanno
in comune la vocazione per la viticoltura di qualità.  Il territorio infatti è prevalentemente collinare, con un gran numero
di laghi di origine vulcanica ed uno sviluppo costiero di 300 chilometri.

Tutte queste ricchezze naturali sono ampiamente dimostrate da una superficie vitata complessiva di poco superiore
ai 20.000 ettari, ma anche da ben 27 Denominazioni di Origine Controllata, 6 Indicazioni Geografiche Tipiche
e 3 Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Cesanese del Piglio, Frascati Superiore e Frascati Cannellino).


Le 20.000 aziende vitivinicole producono circa 115 milioni di euro, pari al 3% della quota nazionale e all’1% dei valori di export.
Tuttavia, i 48 milioni di euro di vino regionale esportato nel 2013 dimostrano una crescita del 66% ottenuta rispetto al 2008:
un percorso virtuoso, fatto di focalizzazione sui vini di qualità, di sforzi verso miglioramento delle tecniche
ma anche di ritorno alle tradizioni regionali.

Mentre la provincia di Latina, entrata in produzione solo dopo la bonifica delle paludi pontine, rappresenta
una delle realtà più interessanti e dinamiche della regionale, il territorio storicamente vocato alla viticoltura
è quello dei Castelli Romani come dimostrano le nove Denominazione di Origine: Frascati, Marino, Montecompatri,
Colonna, Zagarolo, Cori, Velletri, Colli Lanuvini e Colli Albani.
Molto tradizionale la produzione del reatino della Doc Colli Sabini, mentre tutto il territorio di Viterbo offre
un habitat ideale per la produzione dei vini della Tuscia, di cui L’EST! Est! Est! di Montefiascone è un chiaro esempio.
Si distingue infine la provincia di Frosinone (con ben 3 DOC) per la produzione del Cesanese, a bacca rosa,
che dà vita a vini rossi sempre più apprezzati.