I VITIGNI AUTOCTONI DEL LAZIO

 

La base ampelografica del Lazio è particolarmente ampia e frammentata.
È principalmente un territorio adatto a vitigni a bacca bianca ma non mancano vitigni a bacca nera
che producono vini caratteristici.


Aleatico

Il nome deriva da iuliatico, ad indicare la precocità di maturazione che lo contraddistingue. Vitigno di antica origine greca,
deriva probabilmente da una mutazione del Moscato bianco, dal quale ha “ereditato” parte della sua spiccata aromaticità primaria. Generalmente proposto in versioni invecchiate, mostra grande potenzialità anche nelle sue espressioni più giovani.

Bellone
Vitigno bianco è conosciuto anche come uva pane per la sua buccia sottile e delicata.
Il Bellone è un’uva di origine antica, diffusa già durante il periodo romano, nell’area dei Castelli.
Pare che il nome sia da ascriversi proprio alla bellezza del suo grappolo.

Bianco Dritto
Vitigno diffuso in ceppi isolati solo nella provincia di Viterbo, è così chiamato per il portamento della pianta
e per la forma cilindrica e compatta del suo grappolo.

Vinificato in purezza, genera un vino bianco di colore giallo paglierino scarico, con aroma delicatamente vinoso
e sapore leggermente acidulo, adatto all’uvaggio con altre varietà locali.

Cannaiola di Marta
Anche questo è un vitigno limitato ad alcune aree sporadiche della provincia di Viterbo. In genere viene vinificato con
altre varietà, ma se vinificato in purezza genera un vino di colore rubino, aroma vinoso e gusto armonico, corposo e fruttato.

Una curiosità: il suo nome deriva probabilmente dai “dies caniculares”, i giorni più caldi dell’anno nei quali il colore
dei suoi acini passa dal verde al viola.

Cesanese
Si tratta di un vitigno rosso molto diffuso nel Lazio, specialmente nella provincia di Frosinone dove
dà vita alle più importanti DOC. Il nome deriva probabilmente da Cesarese, che lo lega alle sue origini romane.
È citato però nelle fonti solo a partire dall’800.

Dà origine ad un vino fragrante e vellutato ed è noto anche come Bonvino Nero, Nero Ferrigno e Sanguinella.

Grechetto
È una varietà rossa conosciuta da secoli nella zona di Gradoli (Viterbo).
Molto probabilmente la sua origine deriva dall’addomesticamento di uve selvatiche locali ma è anche
possibile che sia giunto dalla Toscana secoli fa. Dà origine a vini dal gusto morbido e profumi fruttati.

Malvasia del Lazio
Forse introdotto nel Lazio dai mercanti genovesi, questo vitigno è descritto, già nel 1888, dal Mengarini.
Detta anche Malvasia Gentile, Malvasia Puntinata o Malvasia col Puntino, è particolarmente diffusa nell’area
dei Castelli Romani e contribuisce alla composizione delle DOC Frascati, Marino, Tarquinia, Colli della Sabina,
Colli Albani, Cerveteri e Bianco Capena.

Moscato di Terracina
Vitigno bianco originario della provincia di Latina, ha una parentela con il Moscato di Alessandria, meglio conosciuto
in Sicilia come Zibibbo.
In passato è stato impiegato prevalentemente come uva da tavola, se vinificato
dà luogo a vini delicatamente aromatici, di struttura esile, leggeri di alcool e di notevole finezza, dal particolare sapore speziato,
oltre che muschiato, sicuramente da valorizzare per le loro caratteristiche organolettiche.
Per questo motivo,
la sua coltivazione, fino alla fine del secolo scorso limitata a pochi ceppi, sta ultimamente mostrando cenni di ripresa.

Nero buono di Cori
È una varietà limitata a piccole aree delle province di Roma e Latina (a Cori, dove è stato sempre preferito
alle altre varietà locali, deve appunto il nome).

Recuperato e rilanciato mediante ricerche e sperimentazioni che ne hanno documentato le peculiari caratteristiche
qualitative, si caratterizza per il grappolo serrato di medie dimensioni con buccia spessa e pruinosa.

Ottonese
Diffuso esclusivamente in alcune aree del Frusinate, questo vitigno a bacca bianca di origine sconosciuta è
caratterizzato da grappoli medio-grandi dal colore giallo dorato e da un’elevata resistenza alla maggior parte delle crittogame.

Se vinificato in purezza, produce vini di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, aroma fragrante
e delicato e acidità sostenuta. Ottimo come base spumante.

Passerina
Presente in quasi tutta l’Italia centrale, la Passerina trova grande diffusione nella provincia di Frosinone,
dove si fregia di una apposita IGT. Di origine probabilmente adriatica, si ritiene che questo vitigno
sia imparentato con il Trebbiano toscano, con il quale mostra alcune similarità.

Trebbiano giallo
Questo vitigno sembra essere originario della zona dei Castelli Romani. L’Acerbi lo analizza, nel 1825, definendolo
un grappolo dagli “acini aurei”. Il territorio di produzione comprende per intero la zona dei Castelli Romani,
dove è conosciuto come Trebbiano dei Castelli, Trebbiano di Frascati e Trebbiano Giallo di Velletri.

I testi sono tratti da Dizionario dei Vitigni Autoctoni.